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Circolare N. 557 - 18/05/2021

Coronavirus: esonero contributivo per aziende che non richiedono i trattamenti di cassa integrazione previsti dal Decreto Ristori

L'Inps ha fornito le proprie istruzioni per la richiesta di autorizzazione e per la corretta esposizione dei dati relativi all'esonero nel flusso Uniemens.

Ai datori di lavoro privati che non richiedono le ulteriori 6 settimane di integrazione salariale per Covid-19 fruibili dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, è riconosciuto l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico (già concesso dall'art. 3 del Decreto Legge "Agosto"), per un ulteriore periodo massimo di 4 settimane, nei limiti delle ore di integrazione salariale per Covid-19 già utilizzate nel mese di giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'Inail.
E' quanto è stato previsto dal Decreto Legge "Ristori" (art. 12, comma 14 Decreto Legge n. 137/2020).
L'Inps, a seguito dell'avvenuta autorizzazione del beneficio da parte della Commissione Europea, ha emanato le istruzioni per la fruizione dello sgravio, con particolare riguardo alle modalità di compilazione delle dichiarazioni contributive da parte dei datori di lavoro.
L'Inps, preliminarmente, richiama la circolare (n. 24 dell'11 febbraio 2021) con cui aveva fornito le prime indicazioni per la gestione del suddetto esonero contributivo.
In particolare l'Inps aveva specificato che possono accedere all'esonero i datori di lavoro che abbiano fruito, nel mese di giugno 2020, della cassa integrazione salariale, degli assegni ordinari e della cig in deroga, con causale Covid-19 (di cui agli articoli da 19 a 22 quinquies del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 e successive modificazioni).
L'esonero può essere fruito, per le medesime posizioni aziendali (matricole Inps) per le quali, nella suddetta mensilità di giugno 2020, siano stati fruiti i suddetti ammortizzatori sociali.
L'Inps aveva altresì precisato che si deve trattare di datori di lavoro "che abbiano astrattamente titolo ad esercitare l'opzione tra esonero e nuovi trattamenti di integrazione", ossia in pratica, gli stessi datori di lavoro che possono astrattamente beneficiare delle 6 settimane di integrazione salariale del Decreto Ristori, avendo fruito dei trattamenti di integrazione salariale nel mese di giugno 2020, e che:

  1. siano stati interamente autorizzati per l'ulteriore periodo di 9 settimane previsto dal Decreto Agosto, scaduto il periodo autorizzato;
  2. ovvero rientrino nei settori interessati dal DPCM del 24 ottobre 2020 (di cui agli allegati 1 e 2 del Decreto Legge n. 137/2020).

Il beneficio contributivo, inoltre, secondo quanto aveva sottolineato l'Istituto, non può trovare applicazione né per coloro i quali abbiano fruito esclusivamente dell'esonero di cui all'articolo 3 del Decreto Legge n. 104/2020 (ad eccezione dei settori interessati dal DPCM del 24 ottobre 2020) né, più in generale, per coloro i quali non abbiano fruito delle 18 settimane di trattamenti di integrazione salariale di cui al citato Decreto Legge n. 104/2020, (sempre ad eccezione dei datori di lavoro interessati dal DPCM del 24 ottobre 2020).
Nel fornire le istruzioni operative, l'Inps precisa ora che può accedere all'esonero il datore di lavoro che non si è avvalso di eventuali ulteriori trattamenti di integrazione salariale collegati all'emergenza da Covid-19 nel periodo di riferimento da novembre 2020 fino al 31 gennaio 2021, qualunque sia la fonte normativa dei suddetti trattamenti.
I datori di lavoro, al fine di usufruire dell'esonero in argomento, dovranno inoltrare all'Inps, tramite il "Cassetto previdenziale" alla voce "Assunzioni agevolate e sgravi", selezionando "Sgravi art.3 DL 104/20 e art.12 DL 137/2020", un'istanza per l'attribuzione del codice di autorizzazione "2Q", nella quale dovranno dichiarare di aver usufruito nel mese di giugno 2020 dei trattamenti di integrazione salariale causale Covid-19 e di non aver fatto richiesta dei medesimi trattamenti per i mesi di novembre, dicembre 2020 e gennaio 2021 riguardanti la medesima matricola o, nel caso di più unità produttive, la medesima unità, nonché l'importo dell'esonero di cui intendono avvalersi, parametrato alle ore di integrazione salariale fruite nel mese di giugno 2020.
La richiesta di attribuzione del suddetto codice di autorizzazione "2Q" deve essere inoltrata prima della trasmissione della denuncia contributiva relativa al primo periodo retributivo in cui si intende esporre l'esonero medesimo.
L'effettivo ammontare dell'esonero fruibile, calcolato sulla base delle ore di integrazione salariale già fruite nel mese di giugno 2020, non può superare la contribuzione datoriale relativa al mese o ai mesi di astratta spettanza dell'esonero (ossia ricadenti nel periodo compreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021 e per massimo quattro settimane), né la contribuzione dovuta nelle singole mensilità in cui ci si intenda avvalere della misura (denunce di competenza delle mensilità comprese tra aprile 2021 – agosto 2021).
Inoltre, l'esonero in trattazione (in continuità con quanto previsto dall'articolo 3 del Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126) è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta e a condizione che per gli altri esoneri di cui si intenda fruire non sia espressamente previsto un divieto di cumulo con altri regimi.
Ad esempio, l'esonero in trattazione non risulta cumulabile con l'incentivo strutturale all'occupazione giovanile (previsto dall'articolo 1, commi 100 e seguenti, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205). Al riguardo, l'Inps precisa che l'incumulabilità tra le due misure deve essere limitata al medesimo lavoratore.
Considerata la durata massima dell'esonero, pari a quattro settimane, resta fermo che lo stesso potrà essere fruito anche per l'intero importo sulla denuncia relativa ad una singola mensilità, ove ne sussista la capienza.
Le aziende interessate, per esporre nel flusso Uniemens di competenza dei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio e agosto 2021 le quote di sgravio spettanti, dovranno valorizzare il nuovo codice causale "L904".


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