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Circolare N. 772 - 30/06/2020

Coronavirus, riconoscimento delle tutele previdenziali nel periodo di sorveglianza attiva, quarantena e per i lavoratori fragili

L’Inps fornisce indicazioni operative per la gestione della certificazione medica necessaria per il diritto alle indennità previdenziali di malattia o ricovero ospedaliero.

L’Inps, in attesa della pubblicazione di una specifica circolare, fornisce prime indicazioni operative per la gestione delle certificazioni prodotte dai lavoratori che hanno diritto al riconoscimento delle tutele previste dall’art. 26 "Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato" del DL n. 18/2020, vale a dire malattia e degenza ospedaliera.
L’Inps precisa che, per quel che riguarda la categoria dei lavoratori privati, rientrano nell’ambito di applicazione della tutela soli i lavoratori dipendenti, con esclusione quindi dei lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps.
Equiparazione della quarantena a malattia
L’art. 26, al comma 1 equipara la quarantena alla malattia ai fini del trattamento economico previsto.
Il periodo al quale si fa riferimento è quello della quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva e quello della quarantena precauzionale.
Quindi, la tutela è riconosciuta a valle di un procedimento di natura sanitaria dal quale non è possibile prescindere, per via dell’equiparazione della stessa alla malattia e per via l’obbligo del lavoratore di produrre idonea certificazione sanitaria.
L’Inps, inoltre, chiarisce che nulla è cambiato - sotto il profilo previdenziale e contrattuale - in merito alla specifica tutela prevista in caso di malattia comportante incapacità temporanea al lavoro per le diverse categorie di lavoratori.
Pertanto, ai lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia a carico Inps, viene riconosciuta l’indennità economica sulla base del settore aziendale e della qualifica del lavoratore, nei limiti temporalmente previsti dalla normativa generale, cui, se prevista, si aggiunge l’eventuale integrazione retributiva indicata dai ccnl di riferimento. Viene altresì riconosciuta la contribuzione figurativa.
La norma esclude il calcolo di questi periodi ai fini del raggiungimento del limite massimo previsto per il comporto.
Per il riconoscimento della tutela della malattia in caso di quarantena, il lavoratore deve produrre il certificato di malattia attestante il periodo di quarantena nel quale il medico curante indica gli estremi del provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica.
Il certificato deve essere redatto sin dal primo giorno di malattia in modalità telematica, oppure trasmesso entro due giorni all’Istituto qualora sia cartaceo.
Qualora al momento del rilascio del certificato, il medico non disponga delle informazioni relative al provvedimento, queste verranno comunicate all’Inps dal lavoratore, anche in un secondo momento, tramite pec o posta ordinaria.
In attesa dell’integrazione da parte del lavoratore, il certificato pervenuto all’Istituto verrà considerato sospeso.
Il certificato rilasciato dal medico curante può avere una data di inizio prognosi anteriore alla data di redazione e quindi può essere valorizzato il campo "dichiara di essere ammalato dal"; in ogni caso se la prognosi contenuta nel certificato medico non coincide con quella contenuta nel provvedimento dell’operatore di sanità pubblica, verrà considerato il periodo più ampio di inizio e fine.
Per tutelare i lavoratori nel periodo precedente al 17 marzo (data di entrata in vigore del DL n. 18/2020) sono considerati validi anche i certificati medici prodotti in assenza del prescritto provvedimento dell’operatore di sanità pubblica. Parimenti, sempre fino alla predetta data di entrata in vigore del decreto, sono considerati validi i provvedimenti cartacei emessi dall’operatore di sanità pubblica presentati dai lavoratori anche in assenza dei certificati di malattia redatti dai medici curanti.
Tutela per i lavoratori con patologie di particolare gravità
L’articolo 26, al comma 2, dispone che per i lavoratori pubblici e privati con patologie di particolare gravità (disabili gravi, immunodepressi, malati oncologici) il periodo di assenza da lavoro dal 17 marzo e fino al 31 luglio 2020 – debitamente certificato - è equiparato a degenza ospedaliera.
Il lavoratore deve farsi rilasciare la certificazione di malattia dal proprio medico curante nelle consuete modalità, per garantire l’avvio del procedimento per il riconoscimento della prestazione.
L’Inps ricorda che la degenza ospedaliera prevede una decurtazione ai 2/5 della normale indennità qualora non vi siano familiari a carico.
L’Istituto precisa altresì che per la tutela prevista per i lavoratori con particolari tipologie di gravità (art. 26 comma 2), è considerato valido il certificato pervenuto entro l’anno di prescrizione.
Anche in questo caso il certificato rilasciato dal medico curante può avere una data di inizio prognosi anteriore alla data di redazione; la data di fine prognosi non può andare oltre il 31 luglio 2020 e se è presente una data successiva, l’evento terminerà comunque il 31 luglio 2020.
Il medico curante deve riportare i riferimenti o del verbale di riconoscimento dell’handicap o del certificato rilasciato dalle autorità sanitarie locali competenti.
Gli uffici medico legali dell’Inps verificano la certificazione prodotta, acquisendo, ove se ne ravvisi l’opportunità, ulteriore documentazione dal lavoratore ai fini della definizione della pratica.
Anche in tali casi, in attesa dell’integrazione documentale, il certificato pervenuto all’Istituto verrà considerato sospeso in attesa di regolarizzazione.
Malattia per Covid-19
In base all’ art. 26, comma 6, in caso di malattia conclamata da COVID-19 il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato di malattia dal proprio medico curante senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.
Tale fattispecie rientra nella consueta gestione della malattia comune e viene riconosciuta anche ai lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps, sulla base della specifica normativa di riferimento.
L’Inps pubblica altresì un Allegato denominato "Gestione delle certificazioni per i lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia in attuazione dell'art. 26 del D.L. 18 del 2020, nei casi di pagamento a conguaglio o diretto." utile per la gestione delle singole fattispecie di certificazione per eventi precedenti e/o successivi al 17 marzo 2020.


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