Do NOT follow this link or you will be banned from the site!

 

  

         

Circolare N. 591 - 27/05/2021

Conversione in legge del Decreto Sostegni: proroga delle attività di riscossione

Le novità introdotte dal Decreto Sostegni convertito in legge in materia di pagamenti derivanti dalle cartelle di pagamento e accertamenti esecutivi nonché la definizione degli avvisi bonari.

Il Decreto c.d. "Sostegni" recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19 è stato convertito in Legge ed è entrato in vigore il 22 maggio 2021, giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Tra le disposizioni previste dal citato decreto, vengono introdotte una serie di interventi fiscali inerenti la proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente della riscossione e annullamento dei carichi.

VERSAMENTI RELATIVI ALLE CARTELLE DI PAGAMENTO
Il Decreto Sostegni, relativamente alle entrate tributarie e non tributarie, prevede la sospensione dei termini di versamento, in scadenza nel periodo compreso tra l'8 marzo 2020 e il 30 aprile 2021, relativi a:

  • cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione;
  • accertamenti esecutivi emessi dall’Agenzia delle entrate (art. 29, D.L. n. 78/2010);
  • avvisi di addebito emessi dall’Inps (art. 30, D.L. n. 78/2010);
  • atti di accertamento emessi dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli ai fini della riscossione delle risorse proprie tradizionali e della connessa IVA all'importazione (art. 9, comma 3-bis, D.L. n. 16/2012);
  • ingiunzioni emesse dagli enti territoriali ai sensi del R.D. n. 639/1910;
  • accertamenti esecutivi emessi dagli enti locali (art. 1, comma 729, legge n. 160/2019).

I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, cioè entro il 31 maggio 2021.
Inoltre, per i soggetti con residenza, sede legale o la sede operativa nei comuni della c.d. "zona rossa" (allegato 1 del DPCM 1º marzo 2020), la sospensione decorre dal 21 febbraio 2020.
L’Agenzia delle Entrate Riscossione, aveva precisato che in alternativa al pagamento in unica soluzione, il contribuente poteva chiedere la rateazione secondo le regole dettate in via ordinaria dall’articolo 19 del DPR 602/1973.
Vengono spostati al 31 maggio 2021 anche i versamenti sospesi delle rate da dilazioni dei ruoli, che scadono dall’8 marzo 2020 al 30 aprile 2021.

PIGNORAMENTI PRESSO TERZI
Viene posticipato dal 28 febbraio al 30 aprile 2021 il termine finale della sospensione, concessa dal decreto "Rilancio", degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente della riscossione, relativi alle somme dovute a titolo di stipendio, salario e altre indennità inerenti al rapporto di lavoro o di impiego, di pensione e indennità sostitutive o di assegni di quiescenza.
Pertanto, dalla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio (19 maggio 2020) e fino al 30 aprile 2021, le somme oggetto di pignoramento non devono essere sottoposte ad alcun vincolo di indisponibilità e il soggetto terzo pignorato deve renderle fruibili al debitore.
Viene inoltre previsto che:

  • restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e gli adempimenti svolti dall’agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1º marzo 2021 e il 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del presente Decreto) e sono fatti salvi gli effetti giuridici sorti sulla base degli stessi;
  • restano acquisiti, relativamente ai versamenti eventualmente eseguiti nello stesso periodo, gli interessi di mora corrisposti, le sanzioni e le somme aggiuntive corrisposte ai sensi dell’art. 27, comma 1, del DLgs. n. 46/1999;
  • gli accantonamenti effettuati e le somme accreditate nel suddetto periodo all’Agente della riscossione restano definitivamente acquisiti e non sono rimborsati.

Dal mese di maggio 2021, il datore di lavoro riprenderà ad effettuare le relative trattenute fino alla concorrenza del debito residuo, senza necessità di un nuovo atto di pignoramento.

ROTTAMAZIONE DEI RUOLI
Il decreto introduce modifiche in tema di:

  • rottamazione ter (art. 3 del D.L. n. 119/2018),
  • definizione agevolata delle risorse UE (art. 5 del D.L. n. 119/2018),
  • saldo e stralcio (art. 1, commi 190 e 193, legge n. 145/2018),
  • riapertura termini per gli istituti della rottamazione ter e del saldo e stralcio (art. 16-bis del D.L. n. 34/2019).

Nello specifico è previsto che relativamente alle rate:

  • scadute nel 2020, il pagamento dovrà avvenire entro il 31 luglio 2021;
  • con scadenza 28 febbraio, 31 marzo, 31 maggio e 31 luglio 2021, il pagamento dovrà avvenire entro il 30 novembre 2021.

La norma specifica che nei casi di tardivo versamento delle relative rate non superiore a 5 giorni, l'effetto di inefficacia della definizione non si produce e non sono dovuti interessi.
Non è stata disposta alcuna proroga per le rate, già scadute nel 2020 o in scadenza nel 2021, della definizione delle liti fiscali pendenti e dei verbali di constatazione (ai sensi del DL 119/2018).

PROROGA DEI TERMINI DI RISCOSSIONE E DECADENZA
Il Decreto Sostegni modifica il comma 4-bis dell’art. 68 del DL 18/2020, prevedendo un’ulteriore proroga di 24 mesi dei termini di decadenza e prescrizione per i carichi affidati all’Agente della riscossione:

  • dall'8 marzo 2020 al 30 aprile 2021;
  • dopo il periodo precedente e fino al 31 dicembre 2021;
  • anche successivamente al 31 dicembre 2021 se relativi alle dichiarazioni presentate nel 2018, (per le somme derivanti dall’attività di liquidazione ai sensi dell’art. 36-bis del Dpr 600/1973 e dell’art. 54-bis del Dpr 633/1972), alle dichiarazioni dei sostituti d’imposta presentate nel 2017 per le somme che risultano dovute a seguito della liquidazione definitiva dell’indennità di fine rapporto e delle prestazioni pensionistiche (art. 19 e 20 Tuir), alle dichiarazioni delle imposte sui redditi presentate nell’anno 2017, per le somme che risultano dovute a seguito dell'attività di controllo formale (art. 36-ter del Dpr n. 600/1973)

La norma prevede inoltre la proroga di 12 mesi dei termini di notifica della cartella ai fini del riconoscimento del diritto al discarico delle somme iscritte a ruolo, (art. 19, comma 2, lettera a), D.Lgs. 112/1999).

Annullamento dei carichi fino a 5.000 euro
Il Decreto dispone l’annullamento automatico dei debiti di importo residuo, alla data del 23 marzo 2021, fino a 5.000 euro, (comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni), risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, anche quelli oggetto di rottamazione.
Possono beneficiare di tale disposizione:

  • le persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro;
  • i soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro.

La nuova norma riguarda i carichi affidati agli agenti della riscossione da qualunque ente creditore, pubblico e privato, che sia ricorso all’utilizzo del sistema di riscossione a mezzo ruolo.
Mentre tale misura non trova applicazione ai carichi relativi:

  • alle somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  • ai crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  • alle multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • alle risorse proprie tradizionali dell'Unione europea;
  • all’Iva riscossa all’importazione.

Un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, da emanarsi entro il 20 giugno 2021 (30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto "Sostegni"), definirà le modalità attuative della norma.
Le somme eventualmente versate prima dell’effettivo annullamento non saranno restituite.

Definizione degli avvisi bonari
Il Decreto introduce a favore delle partite Iva attive alla data del 23 marzo 2021 (entrata in vigore del decreto "Sostegni"), la possibilità di fruire della definizione agevolata delle somme dovute a seguito del controllo automatizzato, delle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta 2017 (elaborati entro il 31 dicembre 2020) e 2018 (elaborati entro il 31 dicembre 2021), ma non spediti per effetto della sospensione delle attività di riscossione.
Il beneficio consiste nell’azzeramento delle sanzioni e delle somme aggiuntive richieste con le comunicazioni di irregolarità.
Tale disposizione è applicabile ai contribuenti che, nel 2020, hanno subìto una contrazione del volume d’affari rispetto a quello dell’anno precedente maggiore del 30%, come risulta dalla dichiarazione Iva 2021 presentata entro il 30 aprile 2021. Per i soggetti non tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale Iva si considera l'ammontare dei ricavi o compensi risultante dalle dichiarazioni dei redditi presentate entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi per il periodo d'imposta 2020.
L'Agenzia delle entrate, in base ai dati risultanti dalle dichiarazioni presentate individua i soggetti per i quali si è verificata la riduzione del volume d'affari o dei ricavi o compensi ed invia ai medesimi, unitamente agli avvisi, la proposta di definizione con l'indicazione dell'importo ridotto, da versare.
Le comunicazioni e le proposte sono inviate mediante posta elettronica certificata (Pec) o raccomandata con avviso di ricevimento.
La definizione si perfeziona con il pagamento delle imposte, dei relativi interessi e dei contributi previdenziali, escluse le sanzioni e le somme aggiuntive.
I soggetti interessati effettuano il versamento degli importi richiesti secondo termini e modalità previsti per gli avvisi bonari.
Il mancato pagamento alle scadenze previste comporta la decadenza dalla definizione agevolata. Le somme versate fino a concorrenza dei debiti definibili con tale procedura, anche anteriormente alla definizione, restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili, né utilizzabili in compensazione per il versamento del debito residuo.
In considerazione dei tempi necessari per la predisposizione delle comunicazioni e la gestione delle istanze di definizione, sono prorogati di un anno i termini di decadenza per la notifica delle cartelle inerenti le dichiarazioni presentate nel 2019.
Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono definite le disposizioni attuative.

 

Funzionari di riferimento: Michele Meroni, Sergio Zauli


Riferimenti:

Testo del Decreto-Legge n. 41 del 22/03/2021, coordinato con la legge di conversione n. 69 del 21/05/2021 pubblicato sul S.O. n. 21 alla G.U. n. 120 del 21/05/2021 (art. 4, 5)

______
______
CONFINDUSTRIA COMO
Via Raimondi 1 22100 Como
tel 031 23 41 11
fax 031 23 42 50
 

confindustriacomo@confindustriacomo.it
confindustriacomo@pec.confindustriacomo.it
ORARIO DI APERTURA UFFICI:
dal lunedí al Giovedí:
08.30 - 13.00 / 14.00 - 18.00
il Venerdí:
08.30 - 13.00 / 14.00 - 17.00

Come Raggiungerci
Privacy Cookie
Informativa Privacy
RDP - DPO
Trasparenza Erogazioni Pubbliche - Legge n.124/2017
-->
Designed by Ovosodo - Powered by TIM Informatica - © 2017 Via Raimondi, 1 - 22100 Como tel +39 031234111 fax +39 031234250 C.F. 80010020131 e-mail: confindustriacomo@confindustriacomo.it pec: confindustriacomo@pec.confindustriacomo.it
Questo sito utilizza cookie tecnici al fine di garantire la normale navigazione e fruizione del sito.
La prosecuzione della navigazione determina il tacito consenso all'uso dei cookie.     ACCETTA     APPROFONDISCI