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Circolare N. 660 - 27/05/2020

Decreto “Rilancio”: proroga della riscossione dei versamenti sospesi e differimenti in materia di riscossione

Le principali disposizioni in materia di proroga dei termini di ripresa della riscossione dei versamenti sospesi e differimenti in tema di riscossione contenute nel Decreto \"Rilancio\" pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Con apposito Decreto-Legge del 19 maggio 2020, pubblicato il medesimo giorno sulla Gazzetta ufficiale ed entrato in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione, sono state emanate misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Tra le disposizioni previste dal citato Decreto sono presenti una serie di norme in materia di proroga dei termini della riscossione dei versamenti sospesi e di differimenti in materia di riscossione.
Per una più agevole comprensione delle proroghe dei versamenti e degli adempimenti sospesi per effetto dei Decreti legge emanati in relazione all’emergenza sanitaria alleghiamo anche un prospetto riepilogativo predisposto in collaborazione con Confindustria.

PROROGA DEI TERMINI PER LA EFFETTUAZIONE DEI VERSAMENTI SOSPESI (ART. 126-127)
Il Decreto rilancio prevede la proroga al 16 settembre 2020 dei termini di versamento per i contribuenti che hanno beneficiato delle sospensioni dei versamenti di imposte e contributi in relazione ai mesi di marzo, aprile e maggio, previste dagli articoli 61 e 62 del DL 18/2020 (decreto c.d. "Cura Italia") e dall’art. 18 del DL 23/2020 (decreto c.d. "liquidità").
Nello specifico la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi ha interessato:

  • i comuni ricompresi nella prima zona rossa (allegato 1 al DPCM del 1º marzo 2020);
  • talune attività economiche operanti nel settore dello sport, arte e cultura, trasporto e ristorazione, educazione e assistenza e gestione di fiere ed eventi (specificate a titolo esemplificativo nelle risoluzioni n. 12 e n. 14 del 2020 dell’Agenzia delle entrate);
  • le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive (tali enti possono beneficiare della sospensione fino al 30 giugno 2020);
  • le imprese e i professionisti con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019;
  • gli agenti e i professionisti che hanno chiesto ai sostituti d’imposta la non applicazione delle ritenute d’acconto nel periodo tra il 17 maggio e il 31 maggio 2020;
  • i contribuenti che si sono avvalsi della sospensione dei versamenti in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2020, in relazione alla diminuzione del fatturato e dei corrispettivi almeno pari al 33% o al 50% nei mesi di marzo ed aprile 2020, rispetto ai medesimi mesi del 2019.

Per tali soggetti che hanno beneficato della sospensione, i versamenti sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.
Inoltre, si ricorda che per i professionisti ed agenti con ricavi e compensi non superiori a 400.000 euro relativi al periodo d’imposta 2019, i compensi e le provvigioni percepite tra il 17 marzo 2020 e 31 maggio 2020 non sono assoggettate alle ritenute d’acconto da parte del sostituto d’imposta (art 25 e 25-bis del DPR 600/73) a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente e assimilato. Per poter beneficiare dell’agevolazione, i professionisti e gli agenti in esame devono omettere l’indicazione della ritenuta d’acconto in fattura e rilasciare al sostituto d’imposta una dichiarazione in cui precisano di volersi avvalere di tale disposizione. L’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto, dovrà essere versata in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020, senza applicazione di sanzioni ed interessi. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI DELLE SOMME DOVUTE A SEGUITO DI ATTI DI ACCERTAMENTO CON ADESIONE, CONCILIAZIONE, RETTIFICA E LIQUIDAZIONE E RECUPERO DEI CREDITI D’IMPOSTA (ART. 149)
Sono prorogati al 16 settembre 2020 i termini di versamento delle somme dovute a seguito di:
atti di accertamento con adesione;

  • accordo conciliativo (art. 48 e 48-bis del D.Lgs 546/1992);
  • accordo di mediazione (art. 17-bis D.Lgs 546/1992);
  • atti di liquidazione a seguito dell’attribuzione della rendita;
  • atti di liquidazione per omessa registrazione dei contratti di locazione e di contratti diversi;
  • atti di recupero (art. 1, comma 421, L. 311/2004);
  • avvisi di liquidazione emessi in presenza di omesso, carente o tardivo versamento dell’imposta di registro.

La proroga in esame si applica con riferimento agli atti i cui termini di versamento scadono nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.
E’ prorogato al 16 settembre 2020 il termine finale per la notifica del ricorso di primo grado innanzi alle commissioni tributarie relativo agli atti sopra indicati e agli atti definibili ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs 218/1997, i cui termini di versamento scadono nel periodo compresa tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.
Le disposizioni in esame si applicano anche alle somme rateali, in scadenza tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020, dovute in base agli atti rateizzabili ai sensi delle disposizioni vigenti sopra individuate, nonché dovute ai fini delle definizioni agevolate previste dagli art.1,2,6 e 7 del DL 119/2018.
I versamenti prorogati dalle disposizioni sopra indicate sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o, a decorrere dal medesimo giorno del mese di settembre 2020, mediante rateazione fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con scadenza il 16 di ciascun mese.
Non si procede al rimborso delle somme versate nel periodo di proroga.

SOSPENSIONE DELLE VERIFICHE EX ART. 48-BIS DPR 602/1973 (ART. 153)
Nel periodo di sospensione di cui all’art. 68, commi 1 e 2-bis del DL 18/2020 (vale e dire dall’8 marzo al 31 agosto 2020 ovvero dal 21 febbraio per le persone fisiche e quelle giuridiche che a tale data avevano la residenza o la sede legale in uno dei comuni indicati nell’allegato 1 al DPCM del 1º marzo 2020) non si applicano le disposizioni dell’art. 48-bis del DPCR 602/1973.
In base a tale norma, la Pubblica amministrazione, prima di effettuare pagamenti per importi superiori a 5.000 euro, verifica presso l’Agente della riscossione se il creditore è inadempiente in relazione a debiti, per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo, derivanti da cartelle di pagamento e, in caso affermativo, blocca il pagamento per 60 giorni.
Nel periodo sopra indicato, pertanto, chi è creditore nei confronti della Pubblica amministrazione può procedere ad incassare le somme spettanti anche in presenza di ruoli scaduti.
Tale disciplina vale anche per le verifiche già effettuate prima del periodo interessato dalla sospensione, a condizione che l’Agente della riscossione non abbia già notificato l’ordine di versamento (art. 72-bis del DPR 602/1973)

PROROGA DEL PERIODO DI SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’ DELL’AGENTE DI RISCOSSIONE (ART. 154)
Il Decreto in esame modifica l’art. 68 del DL 18/2020 con riferimento alla sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione:

  • la stessa viene differita dal 31 maggio al 31 agosto 2020. Fino a tale data non si procede dunque alla notifica di atti di accertamento e cartelle;
  • relativamente ai piani di dilazione in essere alla data dell’8 marzo 2020 a ai provvedimenti di accoglimento emessi con riferimento alle richieste presentate fino al 31 agosto 2020, si decade dalla rateazione in caso di mancato pagamento di dieci rate, anche non consecutive, anziché cinque;
  • il versamento di tutte la rate della c.d. "rottamazione-ter" (DL 119/2018) e del c.d. "saldo e stralcio" (L. 145/2018) in scadenza nel 2020 potrà essere effettuato entro il 10 dicembre 2020 senza applicazione delle disposizioni previste dall’art. 3, comma 14-bis del DL 119/2018;
  • relativamente agli stessi istituti, è possibile ottenere una nuova dilazione del pagamento anche se, al 31 dicembre 2019, la definizione è divenuta inefficace per mancato versamento di quanto dovuto.


PROROGA DEI TERMINI AL FINE DI FAVORIRE LA GRADUALE RIPRESA DELLA ATTIVITA’ ECONOMICHE E SOCIALI (ART. 157)
Vengono prorogati i termini di notifica di atti nei confronti dei contribuenti:

  • gli atti di accertamento, contestazione, irrogazione delle sanzioni, recupero dei crediti d’imposta, liquidazione, rettifica, per i quali i termini di decadenza scadono tra il 9 marzo e il 31 dicembre 2020, saranno notificati nell’anno 2021 (entro il 2020 dovrà comunque in ogni caso avvenire la relativa emissione);
  • è posticipato al 2021 l’invio di comunicazioni e la notifica di atti (comunicazioni degli esiti della liquidazione e del controllo formale delle dichiarazioni, inviti all’adempimento, atti di accertamento dell’addizionale erariale della tassa automobilistica, atti di accertamento delle tasse automobilistiche per le Regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna, atti di accertamento per omesso o tardivo versamento della tassa sulle concessioni governative per l’utilizzo di telefoni cellulari), comunque elaborati o emessi entro il 2020;
  • è prorogato di un anno il termine di decadenza per la notifica di cartelle di pagamento relative alle dichiarazioni presentate nel 2018 (somme dovute a seguito dell’attività di liquidazione), alle dichiarazioni dei sostituti d’imposta presentate nel 2017 (somme dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del Tuir), alle dichiarazioni presentate negli anni 2017 e 2018 (somme dovute a seguito dell’attività di controllo formale).

Con uno o più provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di applicazione della norma in esame.
Restano escluse dalla proroga in esame gli atti indifferibili e urgenti, come la contestazione di frodi fiscali, atti che prevedono la comunicazione di notizia di reato o conseguenti l’applicazione di provvedimenti cautelari, nonché quelli la cui emissione è funzionale all’adempimento (come ad esempio la liquidazione d’ufficio dell’imposta da versare per la registrazione degli atti giudiziari).

Funzionario di riferimento: Michele Meroni


Riferimenti:

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