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Circolare N. 467 - 16/04/2020

Emergenza Covid -19: il Decreto Legge Liquidità

Incrementati gli interventi del Fondo di Garanzia, anche fino al 100%, a copertura di finanziamenti bancari concessi alle PMI e alle Mid Cap. Ulteriori garanzie di SACE a favore delle grandi imprese.

Il Decreto Legge dell’8 aprile 2020 (Decreto Liquidità) contiene le seguenti misure per sostenere finanziariamente le imprese italiane in questa fase di emergenza:

  • rafforzamento dell’intervento del Fondo di garanzia a sostegno dei finanziamenti bancari alle piccole e medie imprese e alle Mid Cap (imprese con un numero di dipendenti fino a 499);
  • un nuovo intervento di garanzia di SACE a copertura dei finanziamenti bancari concessi alle imprese di grandi dimensioni e a quelle che abbiano esaurito la propria capacità di accesso al Fondo di garanzia.


FONDO CENTRALE DI GARANZIA
Il decreto stabilisce che, fino al 31 dicembre 2020, la garanzia del Fondo è concessa con le seguenti caratteristiche:

  • a titolo gratuito;
  • l’importo massimo garantito per singola impresa è elevato a 5 milioni di euro;
  • sono ammesse alla garanzia, precedentemente prevista per le sole PMI, anche le imprese con numero di dipendenti non superiore a 499 (Mid Cap);
  • modifica delle percentuali di garanzia.


In particolare:
1)Finanziamenti fino a 25mila euro con garanzia al 100% del Fondo Centrale, concessi a PMI e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, senza valutazione da parte del Fondo, con le seguenti caratteristiche:

    • durata fino a 6 anni;
    • preammortamento di 24 mesi;
    • importo non superiore al 25 percento dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario.


Tali operazioni sono realizzate a un tasso di interesse che tiene conto della sola copertura dei soli costi di istruttoria e di gestione dell’operazione finanziaria e, comunque, non superiore al tasso di Rendimento dei titoli di Stato con durata residua da 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi, maggiorato della differenza tra il CDS (Credit Default Swap) banche a 5 anni e il CDS ITA a 5 anni, maggiorato dello 0,20%. Ad oggi indicativamente il tasso si aggira intorno all’1% annuo.

2)Finanziamenti fino a 800.000 euro con garanzia al 90% rilasciata dal Fondo Centrale ed eventuale garanzia integrativa del 10% da parte dei Confidi. Questo intervento è concesso, senza utilizzo del modello di valutazione del fondo, alle imprese con fatturato fino a 3,2 milioni. Il limite massimo del finanziamento è dato tra il minor importo tra il 25% del fatturato e il tetto indicato di 800mila euro.

Anche in questo caso il finanziamento è concesso se l’ammontare complessivo delle esposizioni del finanziatore nei confronti del soggetto finanziato risulta superiore all’ammontare di esposizioni detenute alla data di entrata in vigore del decreto.

3)Finanziamenti con garanzia al 90% del Fondo Centrale, senza utilizzo del modello di valutazione del Fondo, per le operazioni finanziarie con durata fino a 6 anni e di importo massimo inferiore tra:

    • il doppio della spesa salariale annua dell’impresa beneficiaria (compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell'impresa, ma figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti) per il 2019 o per l'ultimo anno disponibile. Nel caso di imprese create a partire dal 1º gennaio 2019, l'importo massimo del prestito non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;
    • o il 25 % del fatturato totale del beneficiario nel 2019;
    • o il fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi, nel caso di PMI, e nei successivi 12 mesi, nel caso di imprese con numero di dipendenti non superiore a 499. Tale fabbisogno deve essere attestato mediante autocertificazione resa dal beneficiario.


Tale garanzia è concessa anche in favore di imprese che:

  • presentano, alla data della richiesta di garanzia, esposizioni nei confronti del soggetto finanziatore classificate come "inadempienze probabili" o "scadute o sconfinanti deteriorate", purché tale classificazione non sia precedente al 31 gennaio 2020 (data in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza);
  • sono state ammesse, dopo il 31 dicembre 2019, a procedure di carattere non liquidatorio e volte al superamento di situazioni di crisi aziendale, vale a dire concordato con continuità aziendale o accordi di ristrutturazione (articolo 182-bis) o ancora hanno presentato, sempre dopo la predetta data, un piano attestato di cui all’articolo 67 del richiamato Decreto. Questa previsione è però limitata alla condizione che, alla data di entrata in vigore del decreto-legge, le esposizioni di tali imprese non siano più in una situazione che ne determinerebbe la classificazione come deteriorate, non presentino importi in arretrato successivi all'applicazione delle misure di concessione sopra indicate e la banca, sulla base dell'analisi della situazione finanziaria del debitore, sia convinta che verosimilmente vi sarà il rimborso integrale dell'esposizione alla scadenza (ai fini dell’ammissione alla garanzia non è necessario che sia trascorso un anno dalla data in cui sono state accordate le misure di concessione o, se posteriore, dalla data in cui le esposizioni sono state classificate come esposizioni deteriorate).

Sono, in ogni caso, escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come "sofferenze" ai sensi della disciplina bancaria.

Saranno coperti con garanzia all’80% anche i finanziamenti a fronte di operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, purché il nuovo finanziamento preveda l’erogazione al medesimo soggetto beneficiario di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10 percento dell’importo del debito accordato in essere del finanziamento oggetto di rinegoziazione.


Ulteriori disposizioni riguardano quanto segue:

  • la garanzia del Fondo può essere richiesta anche su operazioni finanziarie già perfezionate ed erogate dal soggetto finanziatore da non oltre 3 mesi alla data di presentazione della richiesta e, comunque, dopo il 31 gennaio 2020. In tali casi, deve essere prevista una riduzione di tasso applicato all’impresa;
  • per le operazioni per le quali banche o gli intermediari finanziari hanno accordato, anche di propria iniziativa, la sospensione del pagamento delle rate ammortamento o della sola quota capitale o l’allungamento della scadenza dei finanziamenti, in connessione degli effetti indotti dalla diffusione del COVID-19, su operazioni ammesse alla garanzia del Fondo, la durata della garanzia del Fondo è estesa in conseguenza;
  • per i settori turistico-alberghiero e delle attività immobiliari che effettuino operazioni di investimento immobiliare, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a 500mila euro, la garanzia del Fondo potrà essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti;
  • non è dovuta la commissione di mancato perfezionamento delle operazioni;
  • queste garanzie rientrano nel regime di aiuto del "Temporary Framework";
  • sono prorogati per tre mesi tutti i termini riferiti agli adempimenti amministrativi relativi alle operazioni assistite dalla garanzia del Fondo.

 

GARANZIA SACE


Il decreto prevede la concessione di una garanzia di SACE sui finanziamenti bancari alle imprese di grandi dimensioni e anche di PMI, inclusi lavoratori autonomi e liberi professionisti titolari di partita IVA, qualora abbiano esaurito la propria capacità di accesso al Fondo di Garanzia per le PMI.

La garanzia può essere rilasciata fino al 31 dicembre 2020 e dovranno rispettare i seguenti requisiti:

 

  • sede in Italia con destinazione dei finanziamenti richiesti verso stabilimenti italiani;
  • imprese che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019 e che non abbiano esposizioni deteriorate nei confronti della banca finanziatrice alla data del 29 febbraio 2020.


L’importo del finanziamento garantito non deve essere superiore al maggiore tra i seguenti valori (calcolati su base consolidata qualora l’impresa appartenga ad un gruppo):

  • 25% del fatturato annuo dell'impresa del 2019 (riferito all’Italia), come risultante dal bilancio approvato o dai dati certificati se l’impresa non ha ancora approvato il bilancio;
  • il doppio dei costi del personale dell’impresa relativi al 2019 (sostenuti in Italia), come risultanti dall’ultimo bilancio o dai dati certificati se l’impresa non ha ancora approvato il bilancio. Qualora l’impresa abbia iniziato la propria attività successivamente al 31 dicembre 2018, si fa riferimento ai costi del personale attesi per i primi 2 anni di attività, come attestato dal rappresentante legale dell’impresa.

Potranno essere richiesti anche più finanziamenti dalla stessa impresa, ma il cumulo deve comunque rispettare i limiti suddetti.

I finanziamenti garantiti devono avere durata non superiore a 6 anni, con possibilità di avere fino a 24 mesi di preammortamento.

La garanzia di SACE è:

  • pari al 90% dei finanziamenti destinati a imprese con meno di 5mila dipendenti in Italia e fatturato non superiore a 1,5 miliardi (su base consolidata);
  • pari all’80% dei finanziamenti destinati a imprese con più di 5mila dipendenti in Italia e fatturato compresso tra 1,5 e 5 miliardi (su base consolidata);
  • pari al 70% dei finanziamenti per imprese con fatturato superiore a 5 miliardi (su base consolidata).


Le commissioni annuali dovute dalle imprese per il rilascio della garanzia sono pari a:

  • per le PMI, 0,25% dell’importo garantito il primo anno, 0,50% dell’importo garantito il secondo e terzo anno, 1% dell’importo garantito i restanti anni;
  • per le altre imprese, 0,50% dell’importo garantito il primo anno, 1% dell’importo garantito il secondo e terzo anno, 2% dell’importo garantito i restanti anni.


Il decreto inoltre precisa che:

  • le commissioni devono essere limitate al recupero dei costi e il costo dei finanziamenti coperti dalla garanzia deve essere inferiore al costo che sarebbe stato richiesto dai soggetti eroganti per operazioni con le medesime caratteristiche ma prive della garanzia;
  • la garanzia copre nuovi finanziamenti concessi all’impresa successivamente all’entrata in vigore del decreto. Il soggetto finanziatore deve comunque dimostrare alla data di concessione del finanziamento che l’ammontare complessivo delle esposizioni dell’impresa nei suoi confronti è superiore a quello precedente all’entrata in vigore del decreto, corretto per le riduzioni delle esposizioni intervenute tra le due date;
  • la garanzia SACE è a prima richiesta, esplicita, irrevocabile, e conforme ai requisiti previsti dalla normativa di vigilanza prudenziale ai fini della migliore mitigazione del rischio


Il decreto prevede che le imprese beneficiarie della garanzia assumano l’impegno di:

  • non approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso del 2020 (impegno che riguarda ogni altra impresa che faccia parte del medesimo gruppo cui la prima appartiene);
  • gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.


Quanto al meccanismo di concessione della garanzia si prevede che per i finanziamenti alle imprese con meno di 5 mila dipendenti e fatturato inferiore a 1,5 miliardi è prevista una procedura semplificata:

  • l’impresa fa specifica richiesta al soggetto finanziatore, che può anche lavorare in modo coordinato con altri finanziatori;
  • se il soggetto finanziatore delibera positivamente l’erogazione del finanziamento, ne dà comunicazione a SACE, che dopo le opportune verifiche, rilascia la garanzia;
  • successivamente può essere erogato il finanziamento.

Per i finanziamenti alle imprese con più di 5mila dipendenti e fatturato superiore a 1,5 miliardi e per finanziamenti superiori a 375 milioni di euro, la decisione del rilascio della garanzia è subordinata anche alla decisione assunta con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con il MISE, adottato sulla base dell’istruttoria trasmessa da SACE, che verifica che l’impresa beneficiaria svolga in Italia un ruolo in una delle seguenti aree: contributo allo sviluppo tecnologico, appartenenza alla rete logistica e dei rifornimenti, incidenza su infrastrutture strategiche, impatto sui livelli occupazionali, peso specifico nell’ambito di una filiera produttiva.
Il decreto può anche stabilire una percentuale di copertura superiore in base all’impegno assunto dall’impresa.

 

Funzionari di riferimento: Sergio Zauli, Marta Molinero

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