Tre generazioni di vetrai hanno fatto la storia della Glassfer: il capostipite Carlo Pina, che dai primi decenni del Novecento conduceva un piccolo laboratorio artigianale a Erba, cittadina capoluogo dell'Alta Brianza, una delle aree più forti dell'imprenditoria lombarda e italiana; suo figlio Sergio Pina, fondatore della Glassfer come industria nel 1955; e infine il nipote Carlo Pina, attuale dirigente della florida realtà produttiva erbese.
Si può dire che la vita di Sergio Pina sia stata caratterizzata da una ricerca costante nel campo del vetro di sicurezza. Una ricerca che lo ha premiato con grandi successi imprenditoriali, tanto da potere essere considerato a buon diritto uno dei "padri" riconosciuti di questo indispensabile prodotto vetrario.
Fin dalle origini, il perfezionamento progressivo della tecnologia nella lavorazione del vetro ha caratterizzato l'azienda Glassfer.
Una scelta per la sicurezza ma anche uno strumento pr l'ottimizzazione del prodotto finito.
I primi tentativi di tempera erano iniziati nel 1934. Il vetro veniva sottoposto allo stesso trattamento dell'acciaio: un forte riscaldamento e un rapido raffreddamento. Il prodotto così ottenuto, quando veniva colpito, "scoppiava" in milioni di minuscoli frammenti inoffensivi, anziché rompersi nelle micidiali lance. Ma dovettero passare ancora tanti anni prima che la tecnica della tempera potesse essere trasferita nelle strutture residenziali.
Innumerevoli le prove effettuate da Sergio Pina prima di cogliere il "punto giusto", ma alla fine fu in grado di avviare una piccola produzione di vetri resistenti al calore. Erano oblò, vetri per le macchine subacquee, ma soprattutto sportelli per i forni delle cucine economiche, il prodotto che diventò e per lungo tempo rimase il "cavallo di battaglia" della Glassfer.
Il passo successivo fu la decorazione dei vetri per forni e cucine. Pina si recò a Parigi, in una delle aziende leader produttrici di vernici e studiò con i tecnici una formulazione a base di finissima polvere di ceramica che, una volta fusa con il vetro in fase di tempera, costituiva una decorazione indelebile. Fu il successo: prestigiose aziende produttrici di elettrodomestici elessero a loro fornitore privilegiato questo geniale artigiano, ancora operativo in un piccolo laboratorio.
La serigrafia ha da sempre caratterizzato il vetro prodotto dalla Glassfer. Nota come soluzione per forni da cucina è divenuta ora una delle componenti architettoniche e funzionali più richieste nelle costruzioni edili di prestigio.
Con la fondazione della Glassfer, nel nuovo insediamento industriale di S. Maurizio, Sergio Pina si rese conto che la sopravvivenza della sua creatura sarebbe stata legata alla capacità di inventare sempre nuove applicazioni. Mentre le industrie del Nord Europa cercavano il modo per ridurre i costi di produzione, la Glassfer lanciava la sua sfida sulla creatività e sulle novità. Fu così costruito un primo forno verticale, per lastre da un metro per due, capace di soddisfare una nuova esigenza dell'edilizia: le porte in cristallo. Fu poi la volta di un impianto da due metri per tre, che poteva funzionare per tre turni lavorativi e quindi moltiplicare la capacità di produzione.
Da allora, il vetro Glassfer si fece strada sempre più prepotentemente nell'edilizia. Era il periodo in cui i designer scoprivano il vetro nell'arredamento e proponevano tavoli, sedie, mobili, oggetti e complementi avveniristici, trovando proprio nell'azienda di Erba un partner affidabile e all'avanguardia. Alla produzione del cristallo di sicurezza si affiancavano via via altri prodotti come il vetrocamera, il vetro antisfondamento, il vetro basso emissivo, riflettente.
Esempi di alcune realizzazioni di progettisti o serramentisti che hanno preferito le nostre tecnologie
| Louvre Inverted Pyramid, Paris |
Tokyo Tower (Shiodome center) 2001
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| Quarto Ponte sul Canal Grande - Venezia 2008 | Guna - Via Palmanova - Milano - 2008 |
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